#EqualityWeek- INTERVISTA A IRENE FACHERIS aka CIMDRP

Benvenuti carissimi fan di The Reviewers a quello che è l’ultimo articolo della nostra #EqualityWeek. Se ben ricordate, nella presentazione di domenica vi avevo promesso che a fine settimana sarebbe giunta una sorpresa. Ed ecco a voi che dopo tanto lavoro, tanti sforzi e numerose mail sono qui a farvi leggere quella che per me è stata l’esperienza giornalistica più interessante e stimolante.

Perciò senza ulteriore indugio vi lascio all’intervista!

Cara Irene, ti do un caloroso benvenuto su “The Reviewers”! Prima di iniziare a parlare dell’argomento vero e proprio dell’intervista, ossia  “L’Influenza sul pubblico dei personaggi e delle tematiche femministe ed LGBT in libri, film e serie tv”, partirei con una piccola chiacchierata su di te e sul tuo lavoro.

  1. Su YouTube sei molto conosciuta come cimdrp, che non è altro che il nome del tuo canale. In particolare sei molto apprezzata dalla community per la tua rubrica “Parità in Pillole”. Perché hai deciso di aprire questo nuovo tipo format, poco presente sulla piattaforma italiana, e a chi ti rivolgi principalmente nei tuoi video?

Io sono su YouTube dal 2011 e non mi ci è voluto molto per capire la differenza di trattamento su questo social. Quando i miei colleghi uomini pubblicano un video, i commenti che ricevono sono molto spesso riferiti all’oggetto del video. Quando a pubblicare un video è invece una donna, i commenti sono quasi sempre giudizi sulla persona. Questa dinamica mi aveva stancata, così ho deciso di dare vita prima al progetto Bossy (che si occupa di discriminazione da ogni punto di vista) e poi alla rubrica, che ha come target soprattutto gli adolescenti, ma non solo!

  1. Sei anche molto attiva sul sito Bossy (bossy.it), che tratta tematiche connesse alla discriminazione e disuguaglianza maschile e femminile, ai fenomeni di abusi e violenze, ai diritti LGBT. Al di là di questo, come spiegheresti ai nostri lettori il vero obiettivo di Bossy?

Ops, ti ho bruciato la domanda! Bossy ha l’obiettivo di fare cultura, di avvicinare le persone al mondo del femminismo e della parità, di far incontrare i lettori anche nel “mondo reale”, di creare una community basata sui valori che ci stanno a cuore. È anche un modo per raggiungere più persone possibili, magari qualcuno non ha tempo/voglia di guardarsi un video ma legge volentieri un articolo. Sono canali diversi per raggiungere lo stesso obiettivo.

  1. La tua rubrica “Parità in Pillole”, attualmente, è in pausa estiva. Da tuoi grandissimi fans siamo molto curiosi di chiederti: quando ricomincerà? Potresti darci qualche piccola “anticipazione” di ciò che vedremo prossimamente sul tuo canale?

Parità in Pillole ricomincerà giovedì 31 agosto con un grande, enorme annuncio.
Diciamo che nel 2018 potrete riflettere su questi argomenti ogni mese, ogni giorno… Per ora, altro non vi dico!

Adesso passiamo all’argomento vero e proprio dell’intervista.

  • A tuo parere, la presenza di personaggi LGBT all’interno di un contenuto destinato ad una grande varietà di pubblico (come può essere un film, un libro, una serie tv…) potrebbe essere d’aiuto alla sensibilizzazione di tali tematiche o pensi che possa essere una “trovata” per attirare la categoria di spettatori più sensibili all’argomento?

Penso che siano vere entrambe le cose, e va bene così. Se una scelta di marketing ha dei risvolti utili ed etici, cosa c’è di male? Sicuramente una serie TV che strizza l’occhio alla comunità LGBT+ sia ccaparra facilmente quel pubblico, ma quel pubblico rimane una minoranza. Poi ci saranno “tutti gli altri” che si appassioneranno alla trama e grazie a questa familiarizzeranno con certi temi.

 

  • Sul tuo canale sei solita fare dei “Cimdrp Consiglia” dove suggerisci libri, film o serie tv sotto un punto di vista diverso dal solito, tendente alla parità di genere ed all’abbattimento di stereotipi. Rifacendomi al “Cimdrp Consiglia” della serie tv Grace and Frankie, volevo chiederti: credi che il coming out di due uomini che hanno vissuto gran parte della propria vita “fingendo” di essere eterosessuali, come accade in Grace and Frankie, possa essere accettato come alla fine accade nella serie? 

Dipende dalle situazioni e dalle persone coinvolte. Sicuramente in alcuni casi sì e in altri casi no, ma il fatto che non accada sempre non rende “irrealistico” far vedere un caso dove accade.

 

  • Riferendomi al “Cimdrp Consiglia” della serie tv You,Me,Her hai affermato che prima o poi uscirà una puntata di “Parità in Pillole” sul tema del poliamore (e ci auguriamo davvero che questa stagione sia quella giusta), intanto potresti spiegare brevemente ai nostri lettori cos’è il poliamore? Nella serie tv in questione i protagonisti vengono molto spesso visti di malocchio dai propri amici per il rapporto poliamoroso che stanno intraprendendo,secondo te alla base di questo comportamento quali stereotipi o pregiudizi potrebbero esserci?

Il poliamore è uno stile di vita (e non un orientamento sessuale). Sono poliamorose quelle persone capaci di provare un affetto romantico per più di una persona allo stesso tempo. Quindi nulla a che vedere con il concetto di orgia o simili. Ma noi siamo stati educati all’amore di coppia, quindi se qualcuno scardina questa convinzione lo bolliamo subito come “deviato” o “perverso”, senza cercare di comprendere.

 

  • Nella serie tv del momento, Shadowhunters (tratta dai libri di Cassandra Clare), sono stati introdotti due interessantissimi personaggi. Magnus Bane, uno stregone che vive da 400 anni ed ormai ha accettato la sua bisessualità, ed Alec Lightwood, un giovane shadowhunter che tende a reprimere la sua omosessualità. Senza entrare nello specifico della serie tv, la mia domanda è la seguente: è possibile che ragazzi e ragazze omosessuali si sentano “ostacolati” dal fare coming out per paura di non essere accettati? Inoltre quale consiglio/messaggio vorresti dare a ragazzi/e intenti ad accettare il proprio orientamento sessuale?

È possibilissimo e non li biasimo, viste le reazioni di alcune persone.
Il coming out può essere un momento bellissimo, di verità e liberazione, ma non deve essere un obbligo. Certo, più persone faranno coming out più realtà diverse da eterosessualità e cisgenderismo saranno percepite come comuni, ma questo non significa dover far sentire in colpa un ragazzo per non riuscire a dirlo. Ognuno ci arriva, se ci arriva, con i propri tempi. Bisognerebbe anzitutto rispettare la libertà delle persone di scegliere se e quando uscire dall’armadio.

 

  • Vorrei agganciarmi ad un argomento che hai portato nel tuo Parità in Pillole”: l’espressione di genere. Molto spesso nei romanzi, film, serie tv o qualsiasi altro format sono presenti personaggi (potremmo riferirci allo stesso Shadowhunters o a Glee, per esempio) con peculiarità che,in un certo senso,li rendono “contrari” (e sottolineo contrari, non sbagliati o diversi) dallo stereotipo di genere. Sempre più spesso questi personaggi vengono apprezzati dal pubblico per il coraggio di esporsi e andare controcorrente di quello che è il pensiero comune. Eppure nella vita di tutti i giorni la gente stranisce all’idea di vedere una donna vestita in maniera più mascolina o di un uomo che indossi del make up. Perché sul grande schermo o in un libro questa peculiarità viene accettata ed incoraggiata mentre nella vita reale viene vista male agli occhi altrui?

espressione di genere
Un frame dal video di cimdrp w/Mc Nill che potete guardare cliccando le parole evidenziate in blu.
Credo si stia parlando di gruppi di persone diversi. Chi apprezza una certa scelta sullo schermo lo fa anche nella vita reale. E chi invece non tollera che una ragazza possa avere un’espressione di genere maschile poi critica certe serie TV perché PORTANO AVANTI L’IDEOLOGIA GGGGGENDER!11!1!

 

  • Spostiamoci dal campo serie tv e poniamo un attimo l’attenzione al tuo “Cimdrp Consiglia” del libro “Diventare Uomini: relazioni maschili senza oppressionidi Lorenzo Gasparrini. Io, personalmente, dopo aver visto il tuo video sono subito corso a comprare il libro e l’ho trovato assolutamente stimolante e pieno di profonda verità che molto spesso viene nascosta. Nel libro si sottolinea molto spesso l’influenza del patriarcato sull’educazione dei bambini e sugli stereotipi di genere. Secondo te, qual è il primo passo che tutti dovremmo compiere per poter abbattere la forma patriarcale? E cosa ti sentiresti di dire a quei genitori che ancora oggi si rifanno allo stereotipo: “il blu per i maschi, il rosa per le femmine” o “lui diventerà astronauta e lei ballerina” (famoso spot di pochi anni fa)?

Diventare Uomini
Un frame dal video di cimdrp che potete vedere cliccando le parole evidenziate in blu.
Di leggere il libro di Lorenzo. È un saggio illuminante scritto da uno splendido essere umano, davvero capace di aprire la mente usando un linguaggio alla portata di tutti. Il primo passo per abbattere il patriarcato invece potrebbe essere quello di riconoscerne l’esistenza e i danni che provoca. Leggendo, informandosi, discutendo.

  • In un tuo “Cimdrp Consiglia” hai, per l’appunto, proposto ai tuoi spettatori il libro di Chimamanda Ngozi Adichie,“Dovremmo essere tutti femministi”. Ti riporto di seguito un breve passo tratto dal libro: “ Uomini e donne sono diversi. Abbiamo ormoni diversi, organi sessuali diversi e capacità biologiche diverse: le donne possono avere figli, gli uomini no. Gli uomini hanno più testosterone e sono generalmente più forti delle donne. Le donne sono leggermente più numerose degli uomini ( il 52% della popolazione mondiale è femminile), ma la maggior parte delle posizioni di potere e di prestigio è occupata da uomini”. Purtroppo questa è una realtà accertata da studi ed esperimenti sociali. Ma, a tuo parere, cos’è che spinge un qualsiasi dirigente ad assumere un uomo piuttosto che una donna (mettendo che i due abbiano le stesse qualifiche adatte a quel tipo di lavoro)?
Chimamanda
Un frame dal video di Irene che potete vedere cliccando le parole evidenziate in blu.

La convinzione che l’uomo sia adatto ad assumere posizioni di comando e la donna invece – più sensibile e volubile – debba limitarsi a compiti di cura. In altre parole, gli insegnamenti del caro vecchio maledetto patriarcato.

 

  • Ti riporto un passo tratto da un articolo di SkyTg24 “Tra il 13 e il 14 luglio, in Italia, quattro donne sono state uccise dai loro compagni o da ex, mentre una è in fin di vita. I casi registrati nei primi cinque mesi di quest’anno sono almeno 29 nonostante le denunce per atti persecutori o maltrattamenti siano aumentate.” Su tale argomento sono stati scritti innumerevoli libri e prodotti numerosi documentari eppure c’è molta gente ancora incurante dell’argomento, a cosa credi sia dovuto questo fenomeno di “non curanza” del problema sociale? A tuo parere, un unione tra uomini e donne con l’ideale comune di fermare questi episodi di violenza potrebbe portare ad un cambiamento effettivo della situazione nella quale l’Italia riversa attualmente?

Certo, come porterebbe ad un cambiamento effettivo in moltissimi campi.
Sul femminicidio ho fatto un video e a settembre vi parlerò di un libro interessantissimo che ho letto sul tema. La gente non sa neanche cosa significhi “femminicidio”, però sente comunque l’urgenza di manifestare il proprio disappunto o disaccordo. Se soltanto ci si fermasse prima di sparare un giudizio e si decidesse di informarsi di più, probabilmente vivremmo già in un mondo migliore. Ma, tant’è…

Spero che questo articolo vi sia piaciuto.

Potete vedere tutti i video di Irene (aka cimdrp) che abbiamo citato all’interno dell’articolo premendo sulle parole evidenziate in blu.

Ringrazio nuovamente Irene per la sua disponibilità e gentilezza e dichiaro ufficialmente conclusa l’#EqualityWeek. Mi auguro di aver soddisfatto le vostre aspettative e di aver fatto un buon lavoro, ci vediamo al prossimo anno con questa splendida iniziativa.

A presto,

giphy (1)

Simone

 

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