L’ARTE DI ESSERE FRAGILI- A. D’AVENIA

L’arte di essere fragili di Alessandro D’Avenia è un romanzo pubblicato in ottobre del 2016, edito da Mondadori.

Alessandro D’Avenia immagina di poter fare un dialogo con Leopardi e gli scrive delle lettere. È un viaggio esistenziale alla ricerca delle domande che tormentano tutte le persone, dai grandi poeti alle persone di oggi. Ad esempio, alcune domande forse più ricorrenti sono: esiste un segreto per una felicità duratura? Come fare per trovare il proprio senso di vivere?

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Alessandro D’Avenia ci racconta anche un po’ di se’ tra le pagine, a partire dall’incontro con Giacomo Leopardi. Questo grandissimo poeta, lo ha aperto ad una nuova visione di sé e dell’affrontare un dolore. Leopardi lo ha ispirato nella sua lotta continua nel seguire le sue passioni.

Tra le pagine inoltre sono raccolte anche molte domande che spesso si sente porre da ragazzi di ogni parte d’Italia. La risposta non è semplice, ma D’Avenia fornisce una bussola che possa orientare. La bussola in questione è formata dai grandi personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia,….

L’autore quindi ci porta a conoscere un aspetto più intimo di Giacomo Leopardi, che non è quello che spesso si studia a scuola. Quello che traspare sono le paure, i giochi da piccolo, le speranze e le delusioni del grande poeta. Traspare un Leopardi più vicino a noi e moderno.

Si parte dall’adolescenza, età della speranza e dell’intensità, per poi passare alla maturità, ossia quando i sogni dell’adolescenza si scontrano con la realtà. Non sempre quello che otteniamo in questo passaggio sono conquiste, a volte si rivelano grandi delusioni, ma rimane comunque un passaggio fondamentale per capire noi stessi e le nostre fragilità.

Il libro risulta così essere un dialogo intimo, moderno e travolgente, in cui i grandi testi leopardiani fanno da bussola.

 

Marta

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2 thoughts on “L’ARTE DI ESSERE FRAGILI- A. D’AVENIA

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  1. Secondo me D’Avenia parla più di se stesso che di Leopardi. Ha provato a spiegare alle sue classi che Leopardi non era un disperato (chi è disperato non scrive poesia), ma un innamorato della bellezza. E in questo libro non facile (che adesso mi tocca recensire) ha riversato la sua esperienza di prof

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